Massimo Rossi, L’ope legis del 1980 e il degrado dell’università in Italia, Allegoria, XXI, n. 59, 2009 228-237
L’articolo ricostruisce il contesto storico e politico che ha portato alla legge 28/1980 — nota come “ope legis” — per la stabilizzazione automatica dei docenti non di ruolo nelle università italiane. Rossi colloca l’intervento legislativo all’interno della più ampia crisi del sistema universitario italiano dagli anni Sessanta in poi, segnata da un’espansione massiccia degli iscritti e dall’incapacità dello Stato di attuare una riforma organica.
Il saggio mostra come l’università italiana, passata da un modello elitario a uno di massa, sia stata travolta da esigenze sociali e culturali nuove, ma senza una vera strategia politica. La legge del 1980 fu un provvedimento emergenziale, nato per sanare un blocco del reclutamento, ma finì per produrre effetti disastrosi: precarizzazione strutturale, affollamento, abbassamento della qualità e un indebolimento delle procedure selettive.
Rossi argomenta che questa legge segnò uno snodo decisivo nella perdita di autorevolezza e di funzione culturale dell’università, aggravata successivamente dalle politiche neoliberali e aziendalistiche. L’università pubblica italiana si è progressivamente allineata a un modello quantitativo e burocratico, abbandonando il suo ruolo critico e formativo.
Dettagli Documento
- Tipologia: articolo in rivista
- Manuale teorico pratico per insegnanti: No
- Autore: Massimo Rossi
- Titolo: L’ope legis del 1980 e il degrado dell’università in Italia
- Anno: 2009
- Pagine: 228-237
- In: Allegoria, XXI, n. 59
- Sezione: Insegnare la letteratura
Tassonomie
- Metodi di ricerca: ricerca descrittiva (su corpora scritti), ricerca teorica
- Ambito didattico coinvolto: Università
- Parole chiave: Normativa scolastica
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