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Criteri

Se, come notano i curatori del Dictionnaire de didactique de la littérature (2020), «didattica della letteratura» sembra rinviare chiaramente alla «riflessione sull’insegnamento della letteratura dal punto di vista delle sfide e delle finalità che comporta, dei diversi corpora che propone a seconda dei livelli scolastici e degli approcci e attività che mette in atto», il suo statuto disciplinare rimane più ambiguo. A ciò si aggiunge che la costituzione di un corpus è un atto vincolato a una certa circolarità epistemica, per cui è il corpus stesso a definire il campo che ci permette di individuare il corpus. 

Infatti, il database del progetto PRIN 2022 La didattica della letteratura come campo di ricerca (Teaching Literature: a Field of Research) ha un duplice obiettivo: fondativo, in quanto centralizza la bibliografia prodotta nell’ambito della didattica della letteratura a partire dagli anni Settanta, e di mappatura, perché propone una tassonomia interpretativa da applicare agli elementi bibliografici. Si tratta di un repertorio, non definitivo ma implementabile e in fieri, su modello di bibliografie quali la Bibliografia di Linguistica Educativa in Italia (BLEI) curata da Paolo Balboni nel caso della glottodidattica. 

Il «campo di ricerca» a cui si fa riferimento è dunque un campo aperto a sconfinamenti. Al contempo, per poter procedere, era necessario stabilire dei criteri di inclusione e esclusione degli elementi bibliografici.

La bibliografia contenuta nel database La didattica della letteratura come campo di ricerca include unicamente interventi di didattica disciplinare o lavori sulla letteratura sempre in prospettiva di una sua didattizzazione; non vi si trovano perciò testi focalizzati unicamente sull’educazione linguistica o di glottodidattica, o testi relativi primariamente all’uso della letteratura nell’insegnamento dell’italiano come L2; sono ugualmente esclusi testi che trattano di scuola in modo generale o testi critici a proposito della letteratura che parla di scuola.

Nonostante l’insegnamento della letteratura e l’approccio al suo insegnamento non possano prescindere da un pensiero sulla letteratura e sulla sua funzione, non sono state incluse opere di teoria letteraria, di scienze sociali, educative e cognitive, per privilegiare l’aspetto teorico-pratico della didattica della letteratura.

Sono stati invece inclusi contributi che presentano una riflessione teorica esplicitamente collegata all’insegnamento della letteratura, nonché resoconti di pratiche didattiche, sperimentazioni o progetti educativi purché accompagnati da una cornice teorica riconoscibile e da un atteggiamento euristico, cioè orientato alla produzione di conoscenza. Sono stati invece esclusi materiali puramente applicativi o operativi privi di un’esplicitazione metodologica.

Per mappare il modo in cui la didattica della letteratura si è rappresentata a se stessa, sono però stati inclusi tutti gli articoli presentati nelle sezioni di didattica delle riviste, o nelle riviste dedicate alla didattica della letteratura, anche quando si tratta di letture o commenti ai testi che vengono proposti come spunto per l’attività in classe.

Il database raccoglie bibliografia relativa alla didattica della letteratura nello spazio italofono: questa è una limitazione necessaria, motivata appunto dall’esigenza fondativa di questa bibliografia. 

Un’ulteriore limitazione riguarda la natura dei documenti schedati: sono stati inclusi monografie, volumi collettanei e relativi contributi, atti di convegno e relativi contributi, tesi di dottorato, articoli in rivista (cartacea o online), mentre sono stati esclusi recensioni, articoli di giornale e post di blog. 

I documenti raccolti sono di estrema varietà. A questa varietà la tassonomia cerca di rispondere strutturando le schede su due livelli: uno superiore, contenente campi bibliografici, e uno inferiore, contenente campi interpretativi. È presente anche una breve descrizione del contenuto. La descrizione degli articoli, qualora l’abstract dell’autore fosse disponibile, è stata riportata e segnalata come “Abstract”.

I campi bibliografici comprendono le coordinate tradizionali (autore, titolo, anno, luogo, editore), ma sono stati arricchiti da una mappatura sistematica delle sezioni di rivista esplicitamente dedicate alla didattica della letteratura e dall’individuazione di collane editoriali che accolgono la riflessione didattica. Questa scelta consente non solo di registrare i singoli contributi, ma di individuare luoghi editoriali e spazi istituzionali in cui la disciplina si è progressivamente strutturata.

La fascia inferiore della scheda contiene i campi interpretativi. Essi tentano di rendere conto, da un lato, di categorie preesistenti, dall’altro rispondono alla necessità di descrivere in modo ravvicinato gli oggetti; sono dunque implementabili nella misura in cui il corpus viene implementato. 

La struttura dei campi trova una traduzione operativa nella pagina di Ricerca avanzata del database, che consente di interrogare i documenti combinando criteri bibliografici e categorie interpretative. Oltre ai filtri tradizionali (autore, titolo, anno, tipologia del documento), l’utente può selezionare dei campi opzionali che hanno l’obiettivo di creare degli insiemi coerenti, relativi ai metodi di ricerca, modelli didattici, corpora letterari di riferimento, teorie letterarie e parole chiave. La barra di ricerca riflette l’impianto epistemologico del progetto: rende interrogabile il corpus secondo le categorie attraverso cui la didattica della letteratura si è definita come campo di ricerca. 

In linea con la denominazione del progetto, il perno della schedatura è costituito dal metodo di ricerca, campo sempre pertinente. È stato adottato, con adattamenti, lo schema analitico proposto da Daunay e Dufays (2007) sulle ricerche svolte in Francia, distinguendo tra: ricerca teorica (speculativa e argomentativa); ricerche descrittive su corpora scritti (studi storici, analisi di corpora, inchieste); ricerche descrittive su dati empirici (studi di caso e rilevazioni sul campo); ricerca sperimentale (quantitativa, qualitativa o mista); ricerca-azione (trasformazione del contesto educativo di attuazione della ricerca attraverso il coinvolgimento diretto dei docenti).

Nel processo di adattamento delle categorie al contesto italiano e a un corpus in costante ampliamento, si è reso necessario introdurre ulteriori etichette, tra cui il tag “materiali per la classe”, destinato a identificare una specifica tipologia di contributo (letture, progetto didattico) dall’immediato interesse applicativo, e che però figura in raccolte di didattica. Questa scelta viene dalla frequenza con cui questo tipo di contributi figurano su rivista o nei volumi collettanei.

Tra i campi interpretativi figurano i modelli didattici. Si è fatto riferimento al framework europeo di Witte & Sâmihăian (2013), che distinguono un modello culturale, linguistico, sociale e della crescita personale (v. anche Giusti 2023). I primi tre modelli trovano corrispondenza nella tradizione italiana, per esempio nella tipologia proposta da Armellini (2008), che distingue un modello idealistico-storicistico, fondato sulla trasmissione dei contenuti; un modello struttural-semiotico, centrato sull’analisi del testo e spesso associato alla programmazione per obiettivi; e un modello ermeneutico, che pone al centro l’interpretazione. 

Accanto ai modelli didattici, un ulteriore campo interpretativo riguarda i corpora letterari di riferimento degli studi inclusi in bibliografia. L’individuazione dei corpora risponde a criteri differenti e complementari. Un primo criterio è di natura formale-operativa e distingue tra poesia, narrativa e manualistica scolastica; pur non essendo sempre esaustivo, esso permette di interrogare il database a partire dalle forme letterarie oggetto di insegnamento. Un secondo criterio riguarda il medium e consente di includere iconotesti e materiali audiovisivi. Un terzo criterio è legato al destinatario, come nel caso della letteratura giovanile (Nobile, 2020). Si tiene inoltre conto del grado di istituzionalizzazione del corpus, distinguendo tra letteratura istituzionale e letteratura di consumo (Spinazzola, 2018), nonché di criteri culturali che permettono di isolare ambiti quali la letteratura delle donne o la letteratura mondiale.

Nel caso del campo dedicato alle teorie letterarie di riferimento si è adottato un approccio prevalentemente bottom-up, individuando le cornici teoriche effettivamente mobilitate nei contributi schedati. L’obiettivo non è classificare in modo rigido le opere secondo appartenenze disciplinari, ma rendere conto delle matrici teoriche che informano la riflessione didattica, e in particolare ai suoi riferimenti espliciti.

Infine, il campo delle parole chiave svolge una funzione trasversale. Esso permette di registrare concetti, approcci o ambiti disciplinari ricorrenti che non rientrano pienamente nelle categorie precedenti ma che contribuiscono a descrivere con maggiore precisione gli oggetti. La sua natura flessibile e implementabile consente di rispondere alla varietà del corpus e di adattarsi al suo progressivo ampliamento. 

DFCLAM