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Analisi testuali per l’insegnamento, a cura di Giovanni Pozzi, 1976

Si tratta di una raccolta di dieci analisi testuali di tipo formalista – qui denominata «lettura intensiva» – redatte da Giovanni Pozzi e da docenti della scuola secondaria che a lui fanno riferimento, e più in generale ai partecipanti al Seminario di Italiano dell’Università di Friburgo in Svizzera. Le analisi del testo si pongono come letture esemplari destinate all’aggiornamento dei docenti delle scuole secondarie. Sono precedute da una Premessa alla nuova edizione, da una Prefazione e da una nota di metodo, entrambe redatte da Giovanni Pozzi. 

La raccolta era infatti già uscita l’anno prima, per una circolazione limitata e senza cura tipografica, col titolo Una dozzina di analisi di testo all’indirizzo dei docenti ticinesi del settore medio (Juris Verlag, Zurigo). Il pubblico a cui il libro è indirizzato è composto da «quelle persone che iniziano alle materie letterarie adolescenti e giovani nella scuola secondaria; nonché, s’intende, a coloro che, nell’università, si preparano a quel tipo di insegnamento» (p. 7). Non si tratta di saggi critici ma esempi di lettura del testo, fondati sullo smontaggio degli elementi del testo e sull’analisi del loro funzionamento, con l’obiettivo di offrire agli studenti «proposte di procedimenti che concedano uguale spazio alla libera fantasia e alla solerzia artigianale» (p. 8). Pozzi inscrive il lavoro nel rifiuto di «ufficialità pedagogica», collocandosi al di fuori dell’editoria scolastica. Nella Prefazione è evidente l’influenza della linguistica strutturale, in particolare di Jakobson e del suo concetto di funzione poetica. Viene rivendicata una posizione antistoricistica con l’intento di recuperare dal Settecento la centralità di retorica e poetica. Viene definita la letterarietà come ciò che eccede la lingua veicolare: la letterarietà del testo viene chiamata da Pozzi «controinformazione», in opposizione all’informazione semantica di base) e viene affermato il potere liberatorio della poesia, proprio dal punto di vista linguistico. In questo contesto, l’insegnante di letteratura assume la funzione di insegnare il significato del significante, e viene proposta la scissione ideale ai fini pedagogici tra insegnamento della lingua veicolare (di cui dovrebbe occuparsi un linguista e semiologo), insegnamento della letterarietà (concentrata dunque sulla funzione poetica e sullo studio del significante) e insegnamento della storia della letteratura. Le analisi del testo, di conseguenza, non presentano alcuna contestualizzazione storica o biografica. 

I testi letterari analizzati sono: F. Berni, Sonetto alla sua donna; D. Campana, La petite promenade du poète; G. Carducci, Il comune rustico; U. Foscolo, A Zacinto; C. E. Gadda, Risotto patrio. Rècipe; G. B. Marino, Seno; A. Palazzeschi, La passeggiata; G. Pascoli, L’ora di Barga; C. Porta, Offerta a Dio (La preghiera); A. Zanzotto, Colloquio.

Dettagli Documento

  • Tipologia: volume collettaneo
  • Manuale teorico pratico per insegnanti:
  • Curatore: Giovanni Pozzi
  • Titolo: Analisi testuali per l’insegnamento
  • Anno: 1976
  • Luogo: Padova
  • Editore: Liviana
  • Collana: Scartabelli a cura di P.V. Mengaldo, A.E. Quaglio e S. Romagnoli

Tassonomie

  • Metodi di ricerca: ricerca teorica
  • Ambito didattico coinvolto: Formazione professionale, Scuola secondaria di I grado, Scuola secondaria di II grado (biennio), Scuola secondaria di II grado (triennio)
  • Corpora letterari: Letteratura istituzionale
  • Procedure didattiche: Analisi del testo
  • Modelli didattici: Linguistico
  • Teorie letterarie: Strutturalismo
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