Giuseppe Langella, La geografia nella didattica della letteratura, in Siriana Sgravicchia, Massimiliano Tortora, Geografie della modernità letteraria. Atti del XVII Convegno Internazionale della MOD. 10-13 giugno 2015. Tomo I, 2017 101-116
La geografia a scuola è collocata tra le materie umanistiche e viene spesso considerata una disciplina secondaria da parte dell’insegnante. Le Indicazioni nazionali del 2010 hanno accorpato la geografia alla storia, orientando l’insegnamento verso la Geostoria. Al contempo, lo spatial turn delle scienze umane porta ad un aumento degli approcci geografici alla letteratura: secondo Langella, infatti, l’approccio geocritico può permettere l’«acquisizione di nozioni e competenze riconducibili al perimetro disciplinare della Geografia» (p. 102).
Le opere letterarie sono ambientate nello spazio e lo spazio studiato dalla geografia risente dell’impronta umana e delle rappresentazioni che di quel luogo sono state storicamente proposte. Per indicare la funzione della letteratura nella costruzione delle immagini geografiche, Langella parla di «visione per delega dei luoghi» (p. 104), il cui esempio più noto è nei Promessi sposi.
Si rifà inoltre al metodo geocritico di Bertrand Westphal, basato sulla comparazione interdisciplinare di documenti e rappresentazioni letterarie di un determinato spazio geografico, chiamato “realema”, e che da un punto di vista didattico permetterebbe di creare unità didattiche centrate sulle diverse rappresentazioni di una città, o di una regione, o di altre entità geografiche fisiche e antropiche.
Vi sono dunque varie declinazioni didattiche possibili del rapporto tra letteratura e geografia: l’odeporica, che si presta bene alla lettura in chiave geografica; la letteratura coloniale, da interpretare come influenzata da un certo esotismo; la letteratura di migrazione, del confino, degli esodi di massa o delle deportazioni; le «dimore vitali» (Oreste Macrì), ossia i luoghi significativi e familiari per gli autori; i «parchi letterari» (Stanislao Nievo), ideali per i viaggi di istruzione; le categorie che permettono di pensare a come lo spazio modella la visione del mondo dello scrittore (es. “linea lombarda”, “sicilitudine”, “officina ferrarese”, “pensiero meridiano”); il concetto di genius loci, ovvero l’influsso della geografia sulla cultura; la dialettica tra costa e interno o tra centro e periferia; la geografia finzionale; la lettura in chiave ecologica.
Dettagli Documento
- Tipologia: contributo in atti di convegno
- Manuale teorico pratico per insegnanti: No
- Autore: Giuseppe Langella
- Curatore: Siriana Sgravicchia, Massimiliano Tortora
- Titolo: La geografia nella didattica della letteratura
- Anno: 2017
- Luogo: Pisa
- Editore: ETS
- Pagine: 101-116
- In: Geografie della modernità letteraria. Atti del XVII Convegno Internazionale della MOD. 10-13 giugno 2015. Tomo I
Tassonomie
- Metodi di ricerca: ricerca teorica
- Procedure didattiche: Progetti e ricerche
- Teorie letterarie: Geocritica
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